Il mercato immobiliare italiano sembra essere in calo: ad eccezione di una manciata di regioni, il resto del Bel Paese sta vivendo una diminuzione media di quasi il 3%. Se stai meditando di comprare un appartamento o prenderlo in affitto, e perché no cogliere l’occasione per trasferirti e vivere una nuova esperienza, ecco i costi delle case in tutta Italia.

Iniziamo subito dalle compravendite. Dati di poche settimane fa incoronano la Valle d’Aosta come la regione più costosa, con i suoi 2.961€ al metro quadro; all’estremo opposto troviamo la Calabria, con i suoi 961€ al metro quadro. Piuttosto convenienti gli affari in Abruzzo, Molise, Puglia, Sicilia e Umbria, rispettivamente con un costo al metro quadro di 1.365€, 1034€, 1.278€, 1.180€ e 1.160€. Inaspettatamente in salita la Basilicata, con 1.409€ al metro quadro, e altrettanto a sorpresa il Piemonte registra poco più di 1.300€, la più “low-cost” tra le regioni del nord. Non stupiscono Lazio, Liguria, Sardegna e Lombardia, abbondantemente sopra i 2.000€ al metro quadro.

Per quanto concerne gli affitti, la situazione è pressoché proporzionale. In questo caso però la più cara risulta essere la Sardegna, con ben 17,14€ al mese per metro quadro; probabilmente è complice l’impennata dei prezzi durante la stagione estiva, ma la media annua, calcolate anche le località più interne, rimane stabile. Ancora una volta i prezzi medi più bassi si trovano in Calabria, con soli 4,54€ al mese per metro quadro. Costi proibitivi ai più si riscontrano in Emilia-Romagna (9,95€) soprattutto nella vendita di case a Bologna, Lazio (11,90€), Toscana (12,51€), Trentino (10,76€) e Valle d’Aosta (14,17€). Se i costi di quest’ultima regione possono risultare alti, va però notato che il trend è attualmente in negativo; nell’ultimo anno, infatti la diminuzione è di quasi il 9%.

La linea di tendenza vede i prezzi del centro-sud Italia nettamente inferiori rispetto alla parte settentrionale; nel Mezzogiorno, un pelo più alti i costi in Campania, ma anche lì vanno evidenziate differenze, ad esempio, tra Napoli e le cittadine della provincia. In generale, si riscontrano valori maggiori nei capoluoghi di regione, vere locomotive delle cifre regionali che abbiamo elencato.